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29/02/2008
...E SE ALLE ELEZIONI CI FOSSE LA LISTA DEI PRECARI?
In questi giorni le televisioni nazionali sono invase da partiti che fanno a gara per mostrarsi come il nuovo. Inutile dire che uno dei temi che per tutti i partiti è importante risolvere è quello dlla precarietà. Inutile dire che questo lo si sente puntualmente ad ogni elezione salvo non vedere nessuna concreta azione contro la precarietà.
La novità assoluta di questi giorni è la lista di scopo contro l'aborto di Giuliano Ferrara. Ma, nella nostra società nel quotidiano e nel vissuto di ognuno di noi la cosa più urgente da mettere in atto è la moratoria contro l'aborto?
Noi crediamo che vi è lo spazio per una LISTA DI SCOPO DEI PRECARI. Togliamo questo dalla bocca di Veltroni e Berlusconi, che lo trattano solo strumentalmente per ottenere consenso, è presentiamo alla Camera ed al Senato la LISTA DEI PRECARI.
In questo modo il tema può tornare fortemente nel dibattito politico nazionale... ed hai visto ma che vi possa esser una qualche sorpresa. SI PUO' FARE!!
06:30
Scritto da : precari.av
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28/02/2008
IL LAVORO, LE AZIENDE E LA PRODUTTIVITA’
Sul quotidiano la Repubblica, del 27 febbraio 2008, è apparso un interessante articolo di Luciano Gallino. Si tratta, come al solito, di un punto di vista acuto e originale.
IL LAVORO, LE AZIENDE E LA PRODUTTIVITA’ di LUCIANO GALLINO
Nel quotidiano parlare di economia sembra che la produttività abbia soppiantato la flessibilità. Del lavoro, è evidente. Non c'è intervento dei dirigenti confindustriali, del governatore di Bankitalia, di esperti radio televisivi, di manager. di politici dei maggiori schieramenti, che non rimarchi la necessità assoluta di aumentare la produttività del lavoro. Per far salire le retribuzioni, reggere la competizione con i paesi emergenti, rilanciare il tasso di crescita del paese. Quel che nella discussione sovente non è chiaro è che cosa realmente si intenda per produttività del lavoro. Non è questione da poco. Infatti, a seconda del significato che si attribuisce a questa parola le azioni da intraprendere in varie sedi saranno assai differenti, così come lo saranno le conseguenze per i lavoratori.
La definizione pil appropriata di produttività del lavoro vede in essa il valore aggiunto (o frazione di pil) prodotto per ora lavorata. Prendiamo due lavoratori, Carlo e Luigi. di pari età e competenza professionale. Il lavoro di Carlo, tutto compreso, costa 30 curo lordi l'ora, mentre il prodotto che lui realizza in un'ora vale 50 euro. In questo caso il valore aggiunto è di 20 euro. Il lavoro di Luigi, dipendente da un'altra azienda, costa di più, 40 euro l'ora, ma quel che produce ne vale 65. Poiché il suo valore aggiunto tocca i 25 euro, la produttività del lavoro di Luigi è maggiore di quella di Carlo. Supponiamo ora che il suo capo dica a quest'ultimo che se proprio vuole un aumento di salario deve aumentare la produttività: additandogli, per stimolarlo, l'esempio di Luigi. Che cosa deve fare Carlo per soddisfare una simile richiesta? A rigore, ha una sola scelta: lavorare più in fretta. Accelerare i movimenti. Come il suo omonimo Charlot in Tempi moderni. Deve avvitare più freneticamente i bulloni che il nastro trasportatore gli fa scorrere davanti, senza saltarne uno, a costo di finire anche lui nel ventre della macchina che li muove - con qualche rischio in più a paragone del personaggio del film.
06:35
Scritto da : precari.av
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| Tag: luciano gallino, la repubblica, il lavoro, produttività, remunerazioni, pil, ore lavorate | OKNOtizie |
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27/02/2008
AIUTIAMOLO
Da alcune sttimane la famiglia Mastella è impigliata in gravi ambasce. Anche noi siamo forti sostenitori della famiglia e pertanto abbiamo a cuore le sorti del nostro. In questi giorni Mastella è in cerca di casa ... e noi siamo fortemente preoccupati. Pare che nessuno più lo voglia. Eppure è immaginabile che dopo aver fatto cadere il governo Prodi il nostro si attendesse di essere accolto in la banda (volevamo dire la musica) dal Popolo delle Libertà ed invece...
Oggi Mastella ha avvertito Berlusconi: «la vittoria non è assolutamente garantita». Da Caserta, impegnato in una riunione del partito, lancia il sasso e fa sapere che in mancanza di un'alleanza di centro l'Udeur sarà «in campo per far pesare la propria forza, soprattutto in regioni come la Campania e la Sicilia». Replica all'annuncio di Berlusconi fatto a Matrix che non vi sarà accordo tra Pdl e Udeur perché la presenza di Mastella delle liste potrebbe far perdere voti al centrodestra. «Sono sicuro che la realtà è molto diversa e credo che i sondaggi ormai cominciano a preoccupare anche Berlusconi. La vittoria non è assolutamente garantita e come la volta scorsa può accadere di tutto». Sibillino, poi, annuncia che dirà «cose molto più chiare quando saranno state presentate le liste elettorali».
Siamo fortemente preoccupati. Aiutiamolo
06:10
Scritto da : precari.av
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| Tag: mastella, pensionato, casa delle libertà, destra, da solo, elezioni 2008 | OKNOtizie |
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26/02/2008
DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO' CHI SEI
L'antico e saggio adagio popolare "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei" sembra non aver attecchito in casa PD. Nei scorsi giorni abbiamo segnalato che nella composizione delle liste si stava procedendo a mettere insieme tutto ed il contrario di tutto. Ma più va avanti la composizione delle liste più questo processo di estrema confusione sembra prender piede nel Partito Democratico. Sul Sole24Ore del 22 febbraio 2008, il giornale di confindustria per essere chiari, è apparso il seguente articolo:
"Qualche volta, in ossequio alla parola d'ordine "facce nuove" che Walter Veltroni ripete quotidianamente come un mantra ai suoi collaboratori, nel Partito democratico si lasciano prendere la mano. Così il segretario del Veneto, l'ex sindaco di Padova e senatore Paolo Giaretta, ha bussato alla porta di Massimo Calearo.
E gli ha chiesto se fosse disponibile a fare un pensierino su una sua eventuale candidatura. Cortesemente, il presidente di Federmeccanica ha rinviato la proposta al mittente. Interpellato sul perché avesse pensato proprio a Calearo, che per la verità in passato non ha mai manifestato simpatie per la sua parte politica, Giaretta è stato lapidario: «Veltroni ha detto basta con la cultura delle appartenenze, quindi quella dell'industriale vicentino poteva essere una candidatura spiazzante».
Il Corriere del Veneto, che ieri ha rivelato il contatto galeotto tra i due, scriveva che a colpire Giaretta fu il commento che Calearo rilasciò all'indomani della manifestazione dell'ottobre 2006 contro il Governo Prodi. Quando, nella piazza di Vicenza gremita all'inverosimile, tutti i leader dell'allora Casa delle libertà sfilarono sul palco marchiando a fuoco la politica economica del professore bolognese. «In piazza se piove ci si bagna, e se c'è il sole si suda»dichiarò allora Calearo: frase che tra i maggiorenti del centro-sinistra fu interpretata come una chiara presa di distanze dalla manifestazione organizzata da Silvio Berlusconi e dai suoi alleati.
Ma per un Calearo che ringrazia e rifiuta ci sono altri imprenditori che invece guardano al progetto veltroniano con un certo interesse. Quello di Matteo Colaninno, insomma, non sarà l'unico candidato di matrice confindustriale che gli elettori troveranno sulla scheda.
Gli uomini vicini al segretario hanno contattato anche Margherita Mastromauro, vicepresidente dell'Associazione industriali di Bari con delega alla comunicazione e al marketing, nonché titolare del pastificio Riscossa, nome che ai maggiorenti del Pd deve essere suonato benaugurante. Per la Mastromauro potrebbe valere il modello Lombardia 1, dove Colaninno è capolista e Veltroni il numero due, posto che in Puglia toccherebbe ça va sans dire a Massimo D'Alema.
Non ha sortito invece effetti l'asfissiante pressing su Anna Maria Artoni, ex presidente dei Giovani industriali, che dopo averci pensato alla fine ha deciso di continuare a dedicarsi all'azienda e agli impegni in associazione. È la seconda volta, fu così alle ultime ammini-strative, che l'ex centro-sinistra corteggia invano l'imprenditrice di Reggio Emilia. Siccome, sempre Veltroni dictu, le liste dovranno avere una presenza femminile di tutto rilievo, la ricerca di candidate è spasmodica.
Giaretta, per esempio, si è rivolto alla veneziana Carla Rey, vicepresidente nazionale dei giovani della Fipe.
Ma il Pd ha in serbo altri due colpi a effetto. Il primo sempre nel Veneto, un tempo vandea bianca e ora terra leghista, dove ha chiesto la disponibilità di Jacopo Silva, il presidente dei giovani industriali di Padova, che hanno come loro motto un verso di Hey You, celebre canzone dei Pink Floyd: Togheter we stand, divided we fall.
Il secondo colpo mira a un altro degli otto vicepresidenti nazionali di Confindustria, il siciliano Ettore Artioli, che peraltro non è nuovo ai corteggiamenti della politica. Tre anni fa l'allora Ulivo lo sollecitò a candidarsi per la presidenza della Regione Sicilia. «Finora non mi hanno ancora chiesto nulla –dice Artioli –ma confesso che ho guardato con grande simpatia alla discesa in campo di Colaninno, proprio nello spirito di rinnovamento della politica di cui si è fatto propugnatore Veltroni».
Al quartier generale del Partito democratico in molti sono sorpresi dall'attenzione del mondo industriale nei confronti del partito. «Certo – spiega un collaboratore del segretario – la decisione di correre da soli rinunciando alle frange estreme che invece convivevano con noi nell'Unione ha reso la nostra proposta più attraente». All'euforia dei democratici corrisponde per contro una certa preoccupazione dei vertici del Popolo della libertà. La decisione del Cavaliere di riconfermare tutti gli uscenti riduce oggettivamente gli spazi di manovra per poter rinnovare le liste. Forti sono perciò le richieste a Berlusconi affinché non lasci all'avversario un vantaggio competitivo tale da annullare la ancora ampia forbice nei sondaggi che, all'unanimità, danno a tutt'oggi il Pdl vincente."
Alla luce di quel che sta accadendo nel PD la dichiarazione rilasciata da Nerozzi, probabile candidato nelle liste dello stesso partito, è incomprensibile. Sentito sulla candidatura di Ichino, che connota ulteriormente il partito democratico in una certa direzione, ha risposto: "Pietro Ichino nelle liste del Pd è una "ricchezza", ma il dibattito sull'articolo 18 è ormai chiuso. E' giusto che in un grande partito ci siano voci diverse e, peraltro, io stimo il professor Ichino, che è anche iscritto alla Cgil. Come è noto ho idee diverse dalle sue, ma in un grande partito le opinioni diverse sono una ricchezza. Il giudizio si dà sui programmi, e io mi riconosco nel giudizio di apprezzamento che Guglielmo Epifani ha espresso nei confronti del programma del Pd".
Se abbiamo capito bene gli imprenditori, candidati in gran numero nelle liste assieme ad Ichino, non hanno capito nulla perchè, dalla lettura del programma il componente della segreteria generale della CGIL, lo riconosce come un programma condivisibile dalla CGIL e dal mondo dei lavoratori che esa rappresenta. Si salvi chi può.
06:50
Scritto da : precari.av
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24/02/2008
Regione Campania: lo stato dell'arte
Regione Campania una fotografia dello stato dell'arte:
1) Beccati in ufficio con mille euro in tasca, solo una piccola “tranche” di 20mila euro di “tangenti”. Si tratta di tre funzionari della Regione Campania, arrestati con l’accusa di corruzione
Un quarto funzionario è stato trattenuto per accertamenti. Secondo gli inquirenti, avrebbero preteso una somma di denaro in cambio del parere favorevole alla richiesta di liquidazione di un finanziamento fatta da un imprenditore che stava svolgendo corsi di formazione per disoccupati di lunga durata. Dei 20mila euro, 12mila erano già stati incassati. I funzionari sono stati arrestati negli uffici della formazione professionale regionale del Centro Direzionale di Napoli.
2) Agli arresti domiciliari, ora non più in essere, la Presidente del Consiglio regionale della Campania, on. Sandra Mastella e gli assessori regionali campani dell'Udeur Luigi Nocera all'ambiente, ed Andrea Abbamonte al personale.
3) Arresti domiciliari per Ornella Barile dirigente del settore Bilancio e Ragioneria della Regione Campania e del vicepresidente dell´Associazione industriali di Napoli, Vito Grassi, amministratore dell´azienda Graded.
Al vertice dell´organizzazione operava un imprenditore, Vincenzo Cotugno, 41 anni, già titolare del ristorante "Cicciotto", molto amico di alcuni amministratori ed esponenti politici, che - affermano gli inquirenti - «condizionava sistematicamente» appalti milionari, anche grazie all´affettuosa amicizia con Ornella Barile, dirigente del settore Bilancio e Ragioneria del consiglio regionale. Cotugno appare come un tentacolare cacciatore di gare pubbliche per la "Fire Control" di cui è amministratore delegato, società che si occupa di manutenzione di impianti antincendio, già finita al centro di indagini per ambigui rapporti allacciati con personaggi in vista della Asl Napoli 1. E sarebbe sempre lui al centro di una fitta rete di informatori: dirigenti, impiegati, funzionari. Tutti lautamente ricompensati con regali, stando all´accusa, in cambio di notizie riservate sulle gare d´appalto.
4) Cinquecentomila euro all'anno versati dal Consiglio regionale della Campania per pagare il fitto di locali che dovevano essere utilizzati per ospitare diversi uffici e che non sono stati neanche mai inaugurati. Un affare milionario nel quale sarebbe coinvolto il consigliere regionale della Campania del Partirtito Democratico arestato dlla Guardia di Finanza insieme ad altre cinque persone. La vicenda risale al 2005 quando Conte aveva incarico di questore alle Finanze del Consiglio Regionale. Secondo gli inquirenti il consigliere regionale ha percepito «vantaggi economici rilevantissimi».
Lo stresso Conte era già stato indagato nell'idagine,condotta dalla Procura della Repubblica di Napoli, per connivenze con il clan Misso; sembra, infatti, che il capoclan, abbia all'epoca della campagna elettorale appoggiato ed "aiutato" Conte.
5) Antonio Bassolino, in qualità di commissario per l’emergenza dal maggio 2000 al febbraio 2004, e gli ex vertici della Impregilo (società a cui era stato affidato lo smaltimento dei rifiuti), Pier Giorgio Romiti e Paolo Romiti sono stati rinviati a giudizio.
6) I rifiuti sono ancora in strada. Inquietanti notizie provengono dai siti nei quali in questi anni si sono stoccati i rifiuti, spesso tossici.
La Campania può essere, è, solo questo? Crediamo di no; ma occorre fare qualcosa subito.
06:35
Scritto da : precari.av
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23/02/2008
CONVEGNO LAICITA' E L. 194
Dopo aver pubblicato l'appello delle donne Irpine a difesa della legge 194 la nostra mail ha ricevuto una serie di adesioni all'appello che abbiamo immediatamente trasmesso alle organizzatrici dello stesso. Vi siamo grati per l'interessamento mostrato a difesa di una legge di civiltà.
Abbiamo, inoltre, ricevuto la segnalazione di un appuntamento, per una riflessione sul tema della laicità e della 194, che si terrà ad Avellino. Il moltiplicarsi di queste iniziative testimonia che nella società vi sono degli anticorpi culturali che scattano ogni volta che vi sono minacce di arretramento civile. Questi anticorpi vanno sostenuti e moltiplicati per cui vi proponiamo l'iniziativa che si terrà:
”La legge 194, un attacco alla laicità dello Stato”.
Introduce: Erika Picariello
Conclude: Katia Zanotti (Commissione “Affari Sociali” della Camera dei Deputati).
06:15
Scritto da : precari.av
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22/02/2008
LA POSTA
Abbiamo ricevuto, via mail, la lettera che segue. Siccome ci pare verosimile e si pone in continuità rispetto a quanto già pubblicato in precedenza sul nostro blog ve la proponiamo. Riguarda la saga di Mastella&Co.
Non possiamo garantire che le cifre ed i riferimenti siano esatti ma ci sembrano molto verosimili. Comunque, in attesa di smentite che pubblicheremo ve la proponiamo così come ci è arrivata:
"DA LEGGERE!!!!!
Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.
Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!".
A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.
Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000euro. E che fara' di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?
Insisterete ancora voi. Che fara'?
Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete!
Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e
trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine.
Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato?
L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur.
Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e 22.000euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico.
Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E
sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella."
06:35
Scritto da : precari.av
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21/02/2008
ICHINO MINISTRO DEL LAVORO
Ichino si candida con il Partito Democratico. Scontato si dirà. Del resto, proprio su questo blog, abbiamo più volte scritto che questa era una delle candidature ormai nelle cose data la piega presa, in tema di lavoro, dal Partito Democratico che lo vuole capolista (e quindi certamente eletto) alla Camera per il collegio Lombardia 1.
Sì, «Veltroni e Maurizio Martina il segretario regionale lombardo mi hanno chiesto di accettare la candidatura in Lombardia », spiega il diretto interessato. La candidatura di Ichino comporta una decisa e chiara posizione sulle questioni del lavoro; infatti, sul Corriere della Sera egli afferma: "«Contratto Unico, così il Pd fermerà il precariato». Ha letto che Enrico Morando e Tiziano Treu preparano un programma con tesi che richiamano le battaglie di Ichino e aprono spazi a un lavoro bipartisan sulle riforme. Ma vuole vederle nero su bianco. Anzi ha posto tre questioni-proposta. E si lascia ancora qualche giorno per valutare. Oggi dice: «Posso accettare la candidatura solo se quello che io propongo è compatibile con il programma del nuovo partito."
In particolare in questi anni, sulle colonne del Corriere della Sera, il futuro ministro del lavoro del Governo Veltroni, si è distinto per una battaglia su tre temi fondanti:
1. contratto unico per tutti i nuovi assunti; con l'abolizione del contratto nazionale di lavoro e dell'art.18 dello statuto dei lavoratori (il provvedimento del Governo Berlusconi che vide la GCIL di Cofferati portare 3milioni di lavoratori in piazza). "Sulla disciplina del contratto di lavoro Ichino propone una soluzione che si confronta molto da vicino con quel "contratto unico" a tempo indeterminato ma reso flessibile per tutti i nuovi lavoratori dipendenti, al quale si stanno applicando anche Morando e Treu. Ichino pensa a un’intesa tra lavoratori e imprese: queste rinunciano alla giungla dei contratti "atipici" e precari, sostituita da un contratto a tempo indeterminato per tutti i nuovi assunti, in cui la stabilità aumenta con l’anzianità di servizio."
2. la bataglia per la privatizzazione di una parte dei servizi resi dalle pubbliche amministrazioni. I lavoratori pubblici sono considerati da Ichino, per la maggior parte, inefficienti ed incapaci e dunque vanno anche fortemente ridotti;
3. il riconoscimento della validità della Legge Biagi; riconoscimento già implicitamente ed esplicitamente ottenuto dall'ex ministro del lavoro Tiziano Treu e dal Partito Democratico.
Ora la domanda è: che ne pensa la GCIL? Ed Epifani (segretario generale della GCIL)? E Carlo Podda (Segretario Generale della Funzione Pubblica)? Domande che, siamo sicuri, non avranno mai risposta. Anche perchè proprio in questi giorni abbiamo letto sui quotidiani che alcuni alti dirigenti della CGIL sono approdati nelle fila del PD.
06:25
Scritto da : precari.av
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20/02/2008
LE PAROLE DI WALTER
Walter Veltroni ha dato avvio alla campagna elettorale del PD con un discorso che ha tracciato le linee guida sulla base delle quali intende governare il Paese. Sin dalle prime battute del suo discorso Veltroni ha imposto il suo stile: un mix di comunicazione e sentimento. Il verde come colore dominante, cartelli che ripetono ossessivamente «si può fare» e immagini di ragazze e ragazzi a ripetizione nei maxischermi; insomma cinema.
Ma andiamo ad analizzare, a modo nostro, il contenuto del discorso di Veltroni. A parte la confusa proposta sui lavoratori precari che è anche una furbata, poichè, Veltroni non parla del reddito minimo d'inserimento per i tutti i cittadini che, non hanno, o hanno perso il lavoro; la proposta è che, di concerto con gli imprenditori, i lavoratori precari dovranno raggiungere il minimo di 1.000/1200 euro mensili. Di questo tema parleremo più approfonditamente in seguito quando il pensiero di veltroni sarà più chiaro.
Abbiamo preso in considerazione in discorso del 16 febbraio scorso, con il quale Veltroni ha illustrato il suo programma per governare il Paese, il risultato è che Veltroni ha ripetuto per
- 128 volte italiani, italiane, Italia e Paese;
- 36 volte la parola politica;
- 30 volte fare;
- 28 volte Democratici, democratico;
- 27 volte lavoro, lavoratori;
- 15 volte imprese e diritti o diritto.
Dalla classifica si può chiaramente capire quali sono le priorità, che verbali, del candidato alla Presidenza del Consiglio. Si piazzano ben ultime le parole "diritti" a parimerito con la parola "imprenditori" e lavoratori. Ognuono ne tragga le sue conclusioni
06:10
Scritto da : precari.av
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19/02/2008
PIANI DI ZONA: CONVEGNO DELLA FUNZIONE PUBBLICA CGIL
Mercoledì 20 febbraio, dalle ore 9.30 al Centro Sociale S. Della Porta, la CGIL (Camera del Lavoro, Funzione Pubblica e SPI) organizza un convegnio dal titolo: "Politiche sociali e Piani di Zona. Stato dell'arte, punti di crisi e proposte." La relazione introduttiva è a cura di chi scrive. Saranno affrontati tutti i punti di crisi dell'attuazione locale della legge 328/2000, declinati in primo luogo nei Piani di Zona. A discuterne ci saranno: il dr. Piero De Masi (ASL AV2), il dr Enzo Solomita (Sociologo del Piano di Zona di Ariano I.), l'Ass. Petoia (Politiche Sociali dell'Ente Provincia), Franco Preziosi (Segretario SPI), il dr. De Vito (Coordinatore del Piano di Zona di Avellino), l'Ass. D'Amelio (politiche sociali della Regione Campania), A. Pezzullo (Segreteria Confederale CGIL Campania). Sono stati invitati tutti gli addetti ai lavori (operatori, Istituzioni, politici, responsabili) e la cittadinanza.Avremmo voluto dare più sazio agli interventi, però ci siamo anche accorti che finora hanno parlato solo Enti ed Istituzioni, verso i quali siamo abbastanza critici, Anzi, spesso siamo molto critici. E in questo convegno elencheremo tutti i punti di criticità.
Le uniche voci che punteranno il dito saranno proprio quelle del sindacato e degli operatori, rappresentati da Enzo Solomita, sociologo del Piano di Ariano.
La vicenda degli operatori del Piano di Avellino non è unica nella serie "tutele mancate".
Ad Avellino esiste un'aberrazione organizzativa. Ma altrove non stanno per nulla meglio.
Nonostante che le Linee Guida triennali della Regione Campania parlino nettamente di percorsi di stabilizzazione, riconoscendo le professionalità maturate, in virtù del cambio di temporalità della programmazione, da annualità a triennalità.
Vorrei, da ultimo, sottolineare che il problema degli operatori è solo uno dei tanti che impediscono l'attuazione di tutte quelle belle intenzioni elencate nella 328 e poi riproposte negli anni dalla Regione.
C'è tanto altro: i criteri di ripartizione economica tra gli Ambiti. Il disegno degli ambiti stessi (sono ben otto), tutti sperequati in termini di estensione dimensionale ed abitativa. Il ruolo dell'Amministrazione provinciale che non si vede.
E' la prima volta che quelli dell'altra parte, quelli della società civile (un sindacato è parte della società civile) decidono di interessarsi dei Piani di Zona. Gli interessati, i destinatari degli interventi sociali sono troppo afflitti dalle loro necessità e dal loro dolore per capire che si può chiedere ed ottenere di più dai diritti di cittadinanza. Così, abbiamo deciso di dare loro voce, di portare le loro ragioni a chi potrebbe cambiare modalità di gestione e di intervento. Qualità dei servizi e motivazione degli operatori vanno di pari passo. Sono i due aspetti principali dell'azione sindacale della CGIL. Che è un sindacato generale, non dimentichiamolo, non un'associazione di iscritti (Marika Borrelli)
06:40
Scritto da : precari.av
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